fbpx

Visit Bardolino

Cultura

Un piccolo scrigno ricco di tesori da scoprire

Il centro storico
Le antiche mura

Passeggiare in centro a Bardolino, significa immergersi in una realtà in cui passato e presente si fondono. Bardolino, infatti, non è solamente bei paesaggi, buon vino e divertimento ma è caratterizzato anche da un patrimonio storico e artistico notevole.

Camminando tra le vie del paese si può scorgere ciò che resta delle mura medievali, documentate almeno dal XII secolo.

Secondo alcune fonti, le prime strutture difensive risalirebbero persino al IX secolo; quando re Berengario permise la costruzione di fortilizi a difesa dei paesi del lago di Garda.

All’epoca, Bardolino presentava una cinta muraria quadrata aperta verso il Lago, con due porte e quattro torri, una per lato.

Tale configurazione rimase invariata, salvo alcuni interventi di ampliamento in epoca scaligera (come la torretta di avvistamento), fino al XVIII secolo; quando iniziarono opere di nuove costruzioni da parte di privati, incuranti delle antiche fortificazioni.

Così, nell’Ottocento, seguirono altre demolizioni che lasciarono in piedi solamente alcune mura, tutt’oggi visibili. Nella zona del porto possiamo ammirare la torre, addossata a un edificio settecentesco (oggi hotel Catullo) e inclinata a causa del cedimento del terreno.

Porta San Giovanni

Visibili anche le due porte, a nord e a sud del paese: Porta San Giovanni, in direzione di Garda e Porta Verona in direzione, chiaramente, di Verona.

Sempre rimanendo nel cuore del paese, si può notare la chiesetta di San Severo, di origini antichissime e appena restaurata; ci sono altre chiese storiche sparse sul territorio che meritano di essere visitate.

Nella centralissima piazza Matteotti troviamo l’imponente, ma più recente, chiesa di S.S Nicolò e Severo che domina la piazza stessa.

Il centro storico è inoltre caratterizzato da tante vie strette, perpendicolari al litorale; le cui abitazioni, costruite una dietro l’altra, ci portano indietro nel tempo, quando Bardolino era un villaggio di pescatori.

Oggi queste viuzze, con le case dai balconi fioriti, offrono scorci affascinanti; mentre, grazie ai negozietti e ai tavolini dei caffè, si respira aria di vacanza.

La torre scaligera di avvistamento

Il lungolago

Spostandoci sul lungolago, il viale pedonale che costeggia il lago, nella zona del porto possiamo notare, oltre la già citata torre, una sorta di altare in pietra che incuriosisce i passanti, chiamato “Preonda”.

Si tratta, appunto, di una rozza tavola di pietra dalle origini sconosciute, ma che sembra aver fatto la sua comparsa già nel 1200.

Il nome significherebbe “pietra dell’onda” poiché la sua prima ubicazione fu presso la spiaggia, quasi a contatto con le onde del lago.

Il lungolago con i suoi tulipani

Diventata quasi un simbolo per i bardolinesi, la preonda, ha cambiato sistemazione più volte nelle varie epoche, fino a raggiungere quella attuale.

Sfruttata, un tempo, dai pescatori come bancarella per l’esposizione del pesce, costituiva anche un punto d’incontro degli abitanti per discutere dei fatti del giorno o di politica e, ancora, come luogo di appuntamento degli innamorati.

La tradizione suggerisce che se un ospite compie un giro intorno alla preonda, avrà fortuna e sicuramente tornerà presto a Bardolino.

La Preonda

Tutta la passeggiata che unisce Lido Mirabello, in direzione di Cisano, a Lido Cornicello, in direzione Garda, è da anni abbellita da 72 aiuole di tulipani, immortalate da migliaia di scatti fotografici da parte dei residenti e dei turisti.

L’opera è frutto di una collaborazione del Comune di Bardolino con il Parco Giardino Sigurtà. Proprio grazie all’attenzione del Comune alla manutenzione del verde, Bardolino si è aggiudicato nel 2018 il premio nazionale “Comuni Fioriti” che riconosce l’impegno delle amministrazioni comunali italiane nell’abbellire i centri.

Un paese attento anche all’ordine e alla pulizia, tanto da vantare un altro titolo, nel 2011: quello di “Borgo più felice d’Italia”.

Numerose le ville che si affacciano sul lago e che contribuiscono ad impreziosire il paesaggio, come Villa delle Rose dalle forme gotiche e con un incantevole giardino, o Villa Bottagisio Carrara con il suo ampio parco aperto al pubblico.

Spostandosi dal centro paese, non mancano altre ville, musei, e chiese da scoprire.

Punta Cornicello

Oggi il lungolago di Bardolino si veste a festa in occasione delle tante manifestazioni che qui hanno luogo, come la Festa dell’Uva e del Vino, o i mercatini di Natale.

Le ville
L'aristocrazia a Bardolino

Il Lago di Garda è stato meta di un turismo di élite nelle epoche passate. L’interesse da parte dell’aristocrazia nei confronti di questi territori non è mai mancato.

La sponda occidentale, in particolare, vide la costruzione di ville addirittura in età romana; mentre, secoli più tardi, sotto l’impulso della cultura rinascimentale, tutte le sponde cominciarono ad arricchirsi di maestosi palazzi.

La zona doveva senz’altro apparire accattivante, vista la bellezza dei paesaggi, la ricca vegetazione, il clima salubre e, infine, la tranquillità di cui si godeva prima che il territorio si affollasse, a mano a mano, di turisti.

A Bardolino sono presenti tredici Ville Venete, residenze nobiliari fondate durante il dominio della Repubblica di Venezia tra la fine del XV secolo e il XIX secolo.

Oggi queste dimore storiche, seppur non visitabili all’interno, attirano lo sguardo di chi, passeggiando per Bardolino, non può fare a meno di ammirare la bellezza delle loro forme e i rigogliosi giardini.

Le ville Venete s’inserivano, generalmente, all’interno di grandi proprietà agricole.

Nel cuore del complesso architettonico si trovava la residenza dei proprietari (o casa dominicale), più curata poiché era luogo di rappresentanza ma anche di villeggiatura estiva; nelle vicinanze, invece, c’erano le barchesse, edifici rurali di servizio dove veniva organizzato il lavoro: cucine, abitazioni dei contadini, stalle, cantine e altri fabbricati.

I nomi delle ville non sono altro che l’elencazione delle famiglie nobiliari che vi abitarono.

La facciata di Villa Carrara Bottagisio

Le Ville di Bardolino
Clicca sulle icone delle ville per scoprire dove sono collocate
Villa Bassani-Raimondi

Partendo dal centro abitato, è la prima villa che incontriamo; si trova alle spalle della chiesa di S.S. Nicolò e Severo, nelle vicinanze dei giardini pubblici.

Le notizie storiche scarseggiano, ma l’edificio sembrerebbe essere Ottocentesco.

Il palazzo presenta una struttura semplice, con una serie di finestre rettangolari architravate; il corpo della villa è collegato a una terrazza quadrata. Un tempo esisteva un ampio parco che ha lasciato il posto, oggi, a nuove costruzioni.

Torna alla mappa >>

La facciata della Villa Bassani

Villa Guerrieri-Rizzardi-Loredan

Spostandoci sul lungolago, nelle vicinanze del porto, troviamo Villa Guerrieri-Rizzardi-Loredan che si estende da via San Martino fino al lago.

La parte lungo la via era quella destinata ai locali di servizio, mentre la parte prospiciente il lago era quella padronale.

L’attuale fisionomia è attribuibile ai restauri avvenuti nell’Ottocento, ma le mura originarie raccontano di almeno tre dimore gentilizie costruite tra il Quattrocento e il Cinquecento, come dimostra l’elegante loggia cinquecentesca.

Sul lato meridionale, la villa è corredata di un ampio giardino ricco di diverse specie arboree; mentre nella parte orientale del complesso, dall’Ottocento fino pochi anni fa, si trovava l’azienda vinicola delle famiglie Guerrieri e Rizzardi, proprietarie della villa.

Le antiche cantine della struttura, dopo accurati lavori di riqualificazione, sono oggi sede di “Borgo Bardolino”, una suggestiva corte che ospita negozi e ristoranti, accessibile al pubblico dal 2016.

Torna alla mappa >>

Villa Guerrieri Rizzardi

Villa Giuliari Revedin-Gianfilippi Canestrari-Campostrini

Dopo pochi passi dalla villa appena menzionata, proseguendo in direzione Garda, troviamo villa Giuliari-Revedin, Gianfilippi Canestrari, Campostrini, che si sviluppa lungo piazza Matteotti.

Anche questo palazzo, presente almeno dal XVII secolo, ha subito importanti opere di restauro nell’Ottocento, tra cui la costruzione di un porticato su cui poggia un balcone che dà sulla piazza.

Nell’atrio si trova un’epigrafe che ricorda il passaggio, nel 1822, dello zar Alessandro I di Russia. 

In seguito a nuove opere di costruzione, la villa ha perso interamente il parco che possedeva.

Torna alla mappa >>

Villa Terzi-Cristanini

Questa dimora signorile è nota come villa “delle Rose”, per la presenza del bel giardino ricco di piante, siepi e vialetti, che tutti possono ammirare passeggiando sul lungolago, sempre in direzione di Garda.

L’edificio presenta degli elementi gotici come le aperture a trifora e si sviluppa in più parti: il prospetto principale, fronte lago, corrisponde alla casa padronale ed è composto da una facciata semplice con aperture a trifora ed una a bifora.

In cima, una gronda sormontata da merli a coda di rondine conferisce un carattere difensivo all’edificio. All’interno sono presenti numerosi affreschi e decorazioni settecentesche.

Torna alla mappa >>

Villa Revedin

Chiamata anche “delle Magnolie”, per la presenza di queste magnifiche piante, la villa è di origine cinquecentesca; il suo aspetto è sobrio ed elegante.

La villa era un tempo circondata da un grande parco; ridimensionato dalle successive costruzioni. Sono presenti i resti di un’antica limonaia: una costruzione tipica del lago di Garda per coltivare gli agrumi

Torna alla mappa >>

Villa delle Rose

Villa Carrara-Bottagisio

In prossimità di punta Cornicello, si apre un verde parco aperto al pubblico; in fondo al quale si trova la villa, di origine settecentesca, oggi proprietà del Comune di Bardolino.

Si tratta di una costruzione su tre piani con una mescolanza di diversi stili architettonici, con richiami che vanno dallo stile medievale a quello neoclassico.

Villa Bottagisio Carrara è stata di recente restaurata e dal 2012 è sede della biblioteca comunale di Bardolino, oltre che di eventi e manifestazioni cittadine.

Torna alla mappa >>

La facciata della Villa recentemente ristrutturata

Villa Ferrari

Lungo la Gardesana orientale, in direzione di Garda, sorge la settecentesca Villa Ferrari; immersa in un vasto parco, che un tempo si estendeva fino alla riva del lago.

La facciata principale dell’edificio, rivolta verso il lago, è arricchita da aperture finestrate e da un balconcino al secondo piano da cui si ha una vista spettacolare.

La struttura si sviluppa in altezza con un piano sormontato da timpano, mentre i pinnacoli in pietra posti sulla sommità dell’edificio conferiscono ulteriore senso di verticalità.

Torna alla mappa >>

Villa Da Persico-Marzan

Spostandoci nella frazione di Cisano, troviamo Villa De Persico-Marzan, che risalirebbe, nonostante i tanti rifacimenti, alla metà del Settecento.

Nel corso del Novecento, l’aspetto della villa fu alterato da massicci interventi di ristrutturazione, tra i quali anche l’aggiunta di una parte nuova, che si protende verso il lago.

Torna alla mappa >>

Villa Ferrari

Salendo la strada che da Bardolino porta in località Cortelline, all’ultimo tornante, in una posizione panoramica, si noterà senz’altro una corte fresca di restauro:

Corte San Colombano

Si tratta di una corte composta da un edificio parzialmente in stile neoromanico con torrione quadrangolare dalle merlature a coda di rondine, che si sovrappone a un edificio chiesastico.

La storia di questo edificio è davvero antica e diversa da quella delle ville sopraelencate. Le origini risalgono addirittura a prima del Mille, quando i monaci del monastero di San Colombano di Bobbio si stabilirono qui e fondarono il priorato di San Colombano di Bardolino, che costituiva anche il centro amministrativo dei vari possedimenti che il monastero di Bobbio aveva su Lago di Garda orientale.

Nel 1810, col decreto napoleonico che ordinava la soppressione degli ordini monastici, la corte fu acquistata dal Regio demanio e venduta a privati.

Gli edifici furono modificati molte volte nel tempo. Ancor oggi è di proprietà privata.

Torna alla mappa >>

Vista dalla Rocca

A Calmasino, l’altra frazione di Bardolino, si possono ammirare altre quattro ville.

Casa rurale Caldana-Dalle Vedove-Sabaini-Andreoli

Questo sobrio edificio, noto come corte Caldana, è situato all’ingresso del paese, quando dal lago si sale a Calmasino.

È l’edificio più antico della località, probabilmente del XV secolo, e possiede interessanti elementi architettonici e decorativi.

In origine era una dimora rurale, chiusa da mura di protezione. All’interno della corte ci sono due corpi distintiti che appartengono a diversi momenti di costruzione: il corpo principale, con facciata a capanna, era la parte nobile ed è la più antica; mentre il secondo corpo, aggiunto in seguito, ha linee più essenziali e modeste.
 
Villa Guerrieri

Poco distante da casa Caldana, troviamo Villa Guerrieri, risalente alla prima metà del Settecento. La villa è posta in centro a Calmasino, dove domina l’attuale piazza.

Il complesso, a “L”, è circondato da quattro vie e occupa ancor oggi, assieme al suo giardino, buona parte del tessuto urbano del paese.

Torna alla mappa >>

Villa Guerrieri

Villa Belvedere

Chiamata così perché ubicata in un punto molto panoramico, questa villa fu costruita nella seconda metà del Settecento e ampliata in seguito. Costituita dalla parte padronale, di grandi dimensioni, e un secondo corpo laterale, adibito a barchessa con giardino.

Internamente, si susseguono ampi spazi; non sono presenti affreschi o altri elementi di decoro, mentre sono state mantenute alcune porte e pavimentazioni originarie. Oggi la villa è sede generale del Gruppo Italiano Vini.

Torna alla mappa >>

Villa Bettellini

Sorge in località Palù. Edificio a pianta rettangolare dell’inizio Seicento, con rustici annessi.

Il prestigio della villa deriva dalla chiesetta di San Francesco, edificata tra il 1569 e il 1595 per volere del conte Girolamo Lombardo, all’interno delle sue proprietà, a comodato degli abitanti del luogo.

Torna alla mappa >>

Villa Belvedere dall'alto

Le antiche rovine, le chiese e le ville che ospita Bardolino ci raccontano le sue radici, che affondano nelle varie epoche del passato.

I luoghi della fede
La diffusione del Cristianesimo

Nell’attuale territorio bardolinese, il Cristianesimo cominciò a diffondersi probabilmente tra il IV e il V secolo; durante l’episcopato dei santi Zeno e Vigilio, all’epoca vescovi rispettivamente di Verona e di Trento.

Il processo di evangelizzazione delle genti fu però lungo e influenzato da diversi fattori; come il passaggio di mercanti e soldati cristianizzati; ma anche dalla presenza degli eremiti che si stabilirono sul Monte Baldo.

Soltanto nell’alto medioevo, però, l’autorità ecclesiastica cominciò ad assumere il controllo del territorio, che fu suddiviso, intorno ai secoli IX-X, in circoscrizioni, ciascuna con la sua pieve: una chiesa speciale che era affidata a un arciprete, il pievano, il quale aveva giurisdizione spirituale su una determinata area.

Altare della chiesa di San Severo

Le pievi erano destinate alla celebrazione della Messa e ai Sacramenti e, nelle loro vicinanze, si trovavano le aree cimiteriali; proprio per questo motivo le chiese venivano edificate lontano dai centri abitati.

Sparse per il territorio vi erano anche altre chiese, oratori e cappelle.
Solo nel XV secolo, le chiese di Bardolino e Calmasino divennero autonome dalle rispettive pievi, mutando in parrocchie indipendenti, quindi con un loro parroco e un proprio fonte battesimale.

Tra la fine del 1500 e il 1700, furono edificati anche alcuni oratori privati nei pressi o all’interno delle dimore di famiglie nobiliari; come espressione della loro condizione sociale privilegiata o come atto di generosità a favore degli abitanti del luogo; ne è dimostrazione l’oratorio S. Francesco d’Assisi, fatto costruire da un conte nella sua proprietà vicino a Calmasino.

Chiesa di San Vito

Delle chiese più antiche rimangono oggi poche tracce, che si celano dietro alcune rovine, come i resti di plutei altomedievali murati sulle pareti della chiesa di S. Maria di Cisano, oppure la cripta della chiesa di San Severo e, ancora, l’ex cappella monasteriale di S. Zeno.

L’aspetto attuale delle chiese è attribuibile, perlopiù, all’arte romanica, sviluppatasi nei secoli XI e XII. 

Ciò non toglie che, in alcuni casi, gli edifici siano sorti sui resti di costruzioni antecedenti, come nel caso della chiesa di San Severo.

Cripta della chiesa di San Severo

Bardolino dipendeva spiritualmente dalla pieve di Garda, mentre l’odierna frazione di Calmasino dalla pieve di Lazise. Cisano, invece, era essa stessa sede di pieve (pieve di S.Maria).
Le Chiese di Bardolino
Clicca sulle icone delle chiese per scoprire dove sono collocate
Chiesa di S. Severo

La Chiesa di San Severo nacque tra la fine del XI e gli inizi del XII secolo.

Se consideriamo però un diploma di Berengario dell’893, la chiesa sorse sulle rovine di un edificio preesistente, come suo probabile ampliamento.

Tale edificio presentava anche una cripta, portata alla luce nei primi anni del Novecento.

La cripta, a pianta semi anulare, si trova in corrispondenza dell’abside maggiore, ad un livello di poco inferiore rispetto al piano dell’attuale presbiterio.

Esterno della chiesa di San Severo

Questa chiesa fu per molto tempo il centro della vita religiosa di Bardolino ma, nel XV secolo, quando la chiesa centrale di S. Nicolò divenne la parrocchiale, conobbe un periodo di declino caratterizzato anche da manomissioni e profanazioni.

La chiesa si presenta oggi con una facciata semplice, a salienti; l’interno è suddiviso in tre navate a copertura lignea, sorrette da colonne in laterizio e tufo.

Le pareti interne sono decorate da un ciclo di affreschi dei secoli XI e XII che raffigura scene dell’Apocalisse, del ritrovamento della Vera Croce e altri dipinti, ancor oggi visibili grazie a lavori di restauro e conservazione.

Il campanile mantiene la struttura originaria ma la cuspide conica è di costruzione molto più tarda.

Torna alla Mappa >>

Affreschi nella Chiesa di San Severo

 Nel tardo XIV secolo fu realizzata, di fronte la chiesa di S. Severo, un’altra chiesa che era sede della Confraternita dei Disciplinati. 

Ampliata, restaurata ed infine sconsacrata, è oggi proprietà del Comune di Bardolino e viene spesso riservata ad eventi musicali.

Chiesa di San Zeno

Anche questo edificio vanta origini molto antiche; diverse fonti affermano risalga al IX secolo. 

Secondo la tradizione, la chiesa sarebbe stata edificata per volere del re Pipino, figlio di Carlo Magno, e donata nell’807 all’abbazia veronese di San Zeno Maggiore.

La chiesetta, situata in una via oggi periferica, è affiancata da un’abitazione civile; pertanto la facciata non è più visibile.

L’edificio presenta un impianto planimetrico a croce latina, con un’unica navata che poggia su sei colonne (tre per lato) in marmo rosso che sostengono ampie arcate a tutto sesto. I capitelli delle colonne sono decorati a bassorilievo con motivi quali croci, rose e foglie.

Parte esterna della chiesa ancora visibile tra le case

A documentare l’origine antica della chiesa, sono i resti di affreschi medievali scoperti duranti i lavori di restauro: nel transetto, infatti, sono ricavate due nicchie in cui furono dipinti San Pietro da una parte e la Vergine dall’altra.

Di difficile lettura gli altri affreschi presenti sulle pareti, ma sono tutti dimostrazione dell’arte carolingia.

Priva di un campanile vero e proprio, ha una campana inserita in un piccolo sostegno in muratura.

Fu fra le poche chiese del veronese rimaste illese dal terremoto del 1117.

Torna alla Mappa >>

Altare con affreschi medievali

Chiesa di San Vito

Situata in zona collinare e circondata dagli ulivi, precisamente in località Cortelline di Bardolino. Questa chiesa risale, secondo la documentazione scritta, agli inizi del XV secolo; in realtà, anche in questo caso, è verosimile un’origine più antica (IX-X secoli), come esprimono i frammenti lapidei altomedievali ritrovati al suo interno.

Intorno ai secoli XII e XIII, invece, l’edificio dovette essere restaurato e dotato del campanile romanico. Più avanti, nel Settecento, subì altri interventi come il rifacimento della facciata (a capanna) e l’abbattimento dell’abside, sostituita da un coro più ampio.

L’interno è a unica navata e sulle pareti sono murati i frammenti di un reliquario alto medievale scolpito a bassorilievo.

Torna alla Mappa >>

La chiesa di San Vito tra viti e ulivi

Chiesa di San Pietro

Si tratta di un oratorio, situato ai piedi del promontorio chiamato “la Rocca”, documentato dal XIII secolo.

La facciata a capanna è stranamente rivolta a nord (le chiese romaniche erano rivolte a ovest); sopra l’ingresso vi sono i resti di una pittura che raffigura San Pietro, realizzata da Bartolomeo Zeni, pittore bardolinese del Settecento. Sul lato ovest svetta il campanile quadrangolare.

La chiesa, all’interno, è a navata unica e porta all’altare di marmo, in prossimità del quale ci sono le statue di S. Francesco e di S. Lucia che poggiano su due pilastri di epoca romana scolpiti a bassorilievo.

Alcuni interventi settecenteschi, come la ricostruzione dell’abside e l’allungamento della navata, conferiscono alla chiesa l’aspetto attuale.

Tra il 2010 e il 2012, durante i lavori di restauro della chiesetta, sono emersi i resti di una necropoli romana. Tra le sepolture ritrovate ve n’è una di epoca longobarda di un uomo, inumato con la sua spada e tutto il suo corredo. La chiesa, nel corso dei secoli, si sviluppò dunque sopra questi resti di aree funerarie romane e altomedievali.

Torna alla Mappa >>

L'interno della chiesa di San Pietro

Chiesa di Santa Maria

Questa chiesa di Cisano, menzionata già in un atto del 915, era inizialmente (al tempo in cui era pieve) intitolata a San Giuliano.

Sorse sulle rovine di un sacello altomedievale, le cui tracce furono ritrovate dietro l’attuale abside. Sulla facciata e sulla parete settentrionale furono murati frammenti di plutei, sempre dell’alto medioevo, raffiguranti anche tralci, foglie e grappoli d’uva.

Quando si affermarono sul territorio le parrocchie autonome, a discapito dell’organizzazione in pievi, questa chiesa perse un po’ del suo valore. La struttura subì dei danni, probabilmente con il terremoto del 1117 e fu ricostruita in seguito.

Nel 1854, la chiesa romanica fu demolita in buona parte e si salvò solo la facciata (a capanna, realizzata in ciottoli e muri in laterizio) e l’abside.

Torna alla Mappa >>

Chiesa di Santa Maria a Cisano

Di costruzione certamente più recente, sono le attuali chiese parrocchiali di Bardolino e di Calmasino.
Chiesa dei S.S. Nicolò e Severo

L’imponente chiesa neoclassica di S. S. Nicolò e Severo che oggi posiamo ammirare in pieno centro a Bardolino, nella grande piazza prospiciente il lago, fu costruita nel corso dell’Ottocento.

Sorse sulla primitiva chiesetta romanica di San Nicolò, protettore dei naviganti, che risaliva al XIII secolo. Nel XV secolo divenne parrocchiale assumendo anche la dedicazione a San Severo, poiché la chiesa di S. Severo, fino a quel momento, era stata la più importante di Bardolino.

Esternamente l’edificio si presenta con una facciata palladiana, preceduta da un pronao monumentale in stile neoclassico con timpano sorretto da quattro colonne di ordine gigante e capitelli corinzi.

Un’ampia scalinata rialza la chiesa dalla piazza antistante.

La chiesa ha un impianto planimetrico a croce latina con ampia aula rettangolare, un transetto trasversale alle cui estremità si trovano l’altare di S. Giuseppe, a sinistra, e l’altare della Madonna del Rosario, a destra.

Torna alla Mappa >>

La chiesa di S.S. Nicolò e Severo in Piazza Matteotti a Bardolino

Chiesa di San Michele Arcangelo

In uno dei punti più alti e panoramici di Calmasino, è situata la Chiesa di S. Michele Arcangelo.

L’attuale chiesa fu edificata tra 1766 e 1774. Anche in questo caso, l’edificio fu costruito come ampliamento di una costruzione antecedente, in questo caso dell’antica chiesetta di S. Michele, documentata dal 1170.

Esternamente l’edificio si presenta con una facciata divisa in tre parti: un corpo centrale a capanna e due strette ali laterali. Al centro si apre il portale d’ingresso. Internamente, la navata è coperta da due volte a vela, dove sono dipinti “S. Michele che folgora i demoni” e “S. Michele che incatena gli angeli ribelli”.

Nel 1969 fu costruito, a lato della chiesa, un oratorio intitolato a Sant’Anna.

Torna alla Mappa >>

Facciata della chiesa di San Michele

La presenza dei monaci

Alle istituzioni ecclesiastiche locali s’intrecciò, nell’alto e nel pieno medioevo, la presenza dei monaci colombaniani, che possedevano numerose proprietà in zona.

Il loro insediamento qui, era motivato anche dagli aspetti territoriali e climatici del Lago che, come sappiamo, erano idonei alla coltivazione delle olive, il cui olio era impiegato nei riti liturgici.

A Bardolino sorsero due celle monastiche: quella di San Colombano, che dipendeva dal Monastero di San Colombano di Bobbio (Piacenza) e che divenne priorato; e la chiesetta di San Zeno, dipendente dal monastero di San Zeno Maggiore (Verona).

La prima, è stata sconsacrata e venduta a privati (Corte San Colombano), mentre la seconda è oggi proprietà del Comune di Bardolino.

Molto più tardi, nel XVII secolo, vi fu una ripresa del monachesimo, grazie agli eremiti camaldolesi che s’insediarono sulla Rocca di Bardolino, dove costruirono la chiesa di San Giorgio e dove, nonostante alcune vicissitudini del passato, i monaci sono tutt’oggi presenti.

Panoramica dell'Eremo di San Giorgio sulla Rocca

Eremo di San Giorgio

L’Eremo fu fondato dai monaci benedettini camaldolesi provenienti dal monastero di Monte Rua che, nel 1663, entrarono in possesso del terreno sul Monte San Giorgio, grazie a una donazione di un nobile veronese.

I lavori di costruzione continuarono per tutto il secolo XVII e furono completati con l’edificazione della chiesa nel 1704. In seguito al decreto napoleonico del 1810, che sopprimeva tutti i conventi e gli eremi presenti nel Regno d’Italia, l’Eremo fu abbandonato e la struttura fu occupata da contadini fino al 1885, quando vi tornò a risiedere una comunità camaldolese.

Da allora ai giorni nostri, il complesso monastico di S. Giorgio è rimasto di proprietà degli eremiti, ad eccezione del decennio 1962 – 1972 quando, a causa dell’impossibilità per la comunità camaldolese di sostenere la gestione degli edifici e dei terreni, fu affidato alla diocesi di Verona.

Chiesetta dell'Eremo

L’eremo, circondato dal verde e situato in un punto panoramico, è raggiungibile in auto ma se si vuole apprezzare il paesaggio, è consigliabile fare il percorso a piedi.

L’architettura della chiesa è molto sobria: lo schema planimetrico è, infatti, ad aula unica senza abside con affiancate quattro cappelle più piccole (dedicate alla Madonna, a San Romualdo, a San Benedetto e a Sant’Antonio).

La giornata dei monaci è dominata dal silenzio e dalla preghiera; l’eremo non è aperto a visite turistiche, ma esiste la possibilità di essere ospitati a trascorrere qualche giorno di preghiera, pur nel rispetto del principio “ora et labora”, tipico dello spirito benedettino.

Presso la Portineria dell’Eremo c’è una piccola rivendita di prodotti come l’Olio Extravergine d’Oliva, prodotto dagli ulivi secolari che circondano l’Eremo e miele di produzione dei monaci.

Torna alla Mappa >>

Vista dall'Eremo di San Giorgio

La comunità attualmente presente all’eremo di San Giorgio appartiene all’antica Congregazione camaldolese dell’ordine di San Benedetto, che ha la sua casa madre a Camaldoli (Arezzo), fondata tra il 1012 e il 1024 da San Romualdo di Ravenna.

Musei

I musei presenti a Bardolino rispecchiano le attività tradizionali del territorio.

I primi due, quello dell’olio e quello del vino, raccontando le origini storiche di questi prodotti d’eccellenza, attraverso antichi strumenti qui conservati.

Il museo Sisan, invece, oltre l’esposizione ornitologica, ci mostra le altre attività che hanno caratterizzato queste zone, come la pesca. 

Anche in questo caso, nel museo ci sono interessanti attrezzature del passato.

Museo dell'Olio

Il Museo dell’Olio è un museo aziendale, realizzato da Umberto Turri nella primavera del 1988.

È una rassegna, unica nel suo genere, che vuol dare testimonianza di un sistema produttivo che ha coinvolto per oltre un millennio le popolazioni rurali.

È anche la storia di un ambiente privo di mezzi e conoscenze scientifiche, che si è misurato per secoli con l’urgenza di estrarre da un frutto così prezioso, un alimento di primaria importanza.

Il percorso si snoda attraverso una realtà tecnologica statica e immutabile per giungere, agli inizi del Novecento, all’acquisizione delle opportunità offerte dalla nascente industria meccanica.

Nel museo sono presenti strumenti antichi e inediti in uso nei frantoi dal 1700 sino agli inizi del 1900, oltre a suppellettili e attrezzi utilizzati nelle varie epoche.

Pressa del 1700

Balzano agli occhi un’imponente pressa a leva in legno di quercia, un frantoio azionato da una ruota a trazione idrica (perfettamente funzionante) e altri originalissimi esemplari di presse in legno e in ferro. 

Un’apposita sezione racconta la coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio, attraverso pannelli didattici e video.

Il Museo dell’olio d’oliva ha suscitato anche l’interesse dei mass media: numerosi articoli e servizi televisivi lo hanno fatto conoscere anche in Europa.


Dello sviluppo dell’attività museale si occupano direttamente Flavio Turri e la moglie Liliana Martino, che hanno ereditato la passione da Umberto, ampliando ulteriormente le sale espositive. Sono possibili visite private /di gruppo con l’ausilio di videoguide in lingua italiana, tedesca, inglese, francese, olandese.

Ricostruzione storica della macina dell'olio

Museo del Vino

Il Museo del Vino, situato all’interno della Cantina Zeni, sorge in Località Costabella, sulla bellissima strada panoramica di Bardolino. 

Il Museo propone un interessante percorso tra attrezzi e macchinari rudimentali usati un tempo nelle diverse fasi della filiera produttiva; dalla raccolta dell’uva al processo di vinificazione, fino all’imbottigliamento finale. 

L’esposizione comprende alcuni esempi di aratri a trazione animale, l’attrezzo più importante della storia della civiltà: grazie al suo avvento si cominciò, infatti, a dissodare il terreno a una certa profondità, ottenendo in tal modo raccolti più abbondanti e sicuri.

Presenti anche due bellissimi carri veronesi, utilizzati negli anni ‘50 per il trasporto dell’uva dalla campagna alla cantina durante il periodo delle vendemmie e un carro con botti utilizzato per lo spostamento del vino dalla Cantina di Bardolino ai commercianti di Milano o Varese.

Museo del vino

Nella collezione privata della Famiglia Zeni, esposti al Museo, si trovano anche quattro preziosissimi  torchi di epoche diverse, dal 1400 al 1800, utilizzati per la spremitura delle vinacce.

In evidenza, inoltre, un rudimentale impianto di appassimento delle uve e antichi attrezzi del mestiere quali: imbuti in legno, secchielli di varia misura e gerle per il trasporto del mosto e del vino.

Il viaggio termina con l’esposizione di pompe enologiche, costruite nei primi del Novecento e destinate al travaso del vino, e di un antico tavolo da bottaio. Il bottaio era l’artigiano che realizzava contenitori in legno di tutte le dimensioni, fra cui le botti.

Carri agricoli d'epoca

Museo Sisàn

Museo delle tradizioni ornitologiche ittiche e venatorie del comprensorio gardesano.

Sono otto le sale di questo innovativo museo, che descrive i reperti con l’aiuto di supporti multimediali in italiano, inglese e tedesco.

La sezione ornitologica ha un’esposizione di esemplari suddivisi per aree di nidificazione ed è stata recentemente restaurata al fine di consentirne un’equa valorizzazione didattico-propedeutica, turistica e scientifica.

Ogni reperto è supportato da esaustive didascalie descrittive, inoltre è possibile ascoltare acusticamente i canti degli uccelli.

Il museo è nato in riferimento ad una plurisecolare manifestazione ornitologica che si tiene ancora oggi l’8 settembre a Cisano : la “Sagra dei Osei”.

Facciata del museo Sìsan

Grazie a una piccola ricostruzione della sagra di un tempo, vengono messi in luce gli aspetti storici e culturali, evidenziando le ragioni socio-economiche che ne hanno determinato la nascita ed il proseguimento per tutto questo tempo, fino ai giorni nostri.

Il reparto dedicato alla tradizione ittica, invece, illustra la pesca professionale sul lago di Garda, che da tempi antichi sino agli anni ’70, è stata un’importante attività di sussistenza per molte famiglie.

Sono quindi presentate le specie di pesci presenti nel lago di Garda e sono esposti rari strumenti atti all’attività della pesca come reti fisse, fiocine, lenze e barche.

Esposizione ornitologica