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Vino

Il vino Bardolino DOC, fra tradizione e modernità

Origini

Grazie le caratteristiche del territorio, la vite è presente nell’area bardolinese da tempi lontanissimi; il ritrovamento dei semi di Vitis Silvestris, appartenenti all’età del bronzo, lo dimostra.

La produzione del vino nell’antichità, invece, è testimoniata da reperti di epoca romana, quali coppe e altri recipienti, che erano adoperati in occasione di cerimonie e riti religiosi.

Mentre, le prime documentazioni scritte sono di epoca altomedievale e si riferiscono alla presenza di vigneti e alla loro compravendita. In tale periodo furono realizzate anche raffigurazioni di grappoli di uva e tralci di vite, visibili ancor’ oggi in alcune chiese della zona, ad esempio presso la Pieve di Santa Maria.

Sempre nel medioevo, monaci ed enti religiosi ebbero un ruolo chiave nella coltura della vite che, per motivi culturali e liturgici, è strettamente legata al mondo cristiano.

Con le opere di bonifica, le terre cominciarono a prosperare; i monasteri, infatti, grazie le donazioni dei nobili, erano in grado di occuparsi della viticoltura e delle tecniche di vinificazione. Secondo la tradizione, Re Pipino, nell’807, donò al monastero di San Zeno di Verona una chiesa a Bardolino (chiesetta di San Zeno) e i relativi terreni.

Proprio presso questa chiesa, esisteva una “caneva” (cantina), menzionata in vari documenti del XII secolo, che serviva da magazzino in cui riunire i canoni di affitto, consistenti in prodotti in natura (carri di uva), versati da chi coltivava le terre del monastero.

Secoli dopo, nel Quattrocento, la viticoltura ebbe una forte crescita e diffusione. La produzione vitivinicola, sotto il dominio della Repubblica di Venezia, assunse un ruolo importante per l’economia.

Chiesetta di S. Zeno

Fino a quel momento, la produzione del vino era di tipo quantitativo, a discapito della qualità e della varietà che conosciamo oggi. 

E fu solamente nel XIX secolo che il vino prodotto in questi territori venne identificato chiaramente con il nome di “Bardolino”.

Nel 1968, fu riconosciuta la denominazione di origine controllata (DOC); definendo l’area di produzione del vino Bardolino. Essa comprende sedici Comuni del settore veneto del lago di Garda, che sono: Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion Veronese, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera e Valeggio sul Mincio.

I primi sei comuni elencati appartengono alla cosiddetta “zona classica”, quella di più antica tradizione; solamente i vini prodotti qui possono fregiarsi della denominazione “Bardolino Classico”.

Nel 1969, a distanza di un anno dal riconoscimento della DOC, fu istituito, per volontà dei produttori stessi, il Consorzio di Tutela del Vino Bardolino, con lo scopo di garantire il rispetto delle tecniche di produzione, le caratteristiche e le peculiarità del vino Bardolino.

Oggi, il Bardolino è un vino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo; infatti, la maggior parte delle bottiglie prodotte vengono esportate all’estero, in particolare Germania, Regno Unito, Austria, Francia, Danimarca, Svizzera, Stati Uniti, Canada e Giappone.

Le cantine che producono Bardolino all’interno della zona di produzione sono circa cento: dalle piccole aziende agricole a conduzione familiare, alle maggiori case vinicole italiane.

Il Consorzio per la Tutela del Vino Bardolino D.O.C. in numeri

1
Viticoltori
1
vinificatori
1
imbottigliatori
1 ha
Superficie vitata
Territorio e vitigni

I suoli delle colline moreniche sono di origine glaciale e presentano una grande varietà (sabbiosi, ghiaiosi, argillosi). Questi tipi di terreno, unitamente all’utilizzo di vitigni autoctoni e il clima mite, rendono il vino Bardolino unico e caratteristico.

Alla produzione vinicola concorrono diversi tipi di uve, ma il vitigno più importante è la Corvina Veronese, una varietà autoctona della zona del Bardolino, che ha una straordinaria capacità di adattamento ai diversi suoli della riva veronese del lago e del suo entroterra.

Il disciplinare del 2018 prevede che l’uso minimo della Corvina sia del 35%, fino a un massimo del 95% sul totale dell’uvaggio.

L’impiego della Rondinella, altro vitigno autoctono veronese, è invece obbligatorio nella misura minima del 5% e massima del 40%. Possono poi essere presenti altri vitigni a bacca rossa coltivati localmente, tra cui la Molinara (anch’esso vitigno autoctono) o il Corvinone, fino a un massimo del 20% del totale.
 
Nella zona del Bardolino si producono due vini a denominazione: il Bardolino DOC nelle diverse tipologie: “Bardolino DOC”, “Bardolino Classico DOC”, “Bardolino Chiaretto DOC”, “Bardolino Chiaretto Classico DOC”, “Bardolino Chiaretto Spumante DOC” e “Bardolino Novello DOC”; e il Bardolino Superiore DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), entrambi riconosciuti nel 1968.
 
Nel 2018, invece, l’Assemblea dei Soci del Consorzio di Tutela ha approvato la proposta di introduzione, nel disciplinare di produzione, di tre Sottozone, già note nell’Ottocento: “La Rocca” (zona centrale lungo la riviera del lago) , “Montebaldo” (zona settentrionale pedemontana)e “Sommacampagna” (le colline moreniche meridionali).

Le tre Sottozone di produzione

“I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti” Salvador Dalì
Vini
Il Bardolino

I vini della tipologia “Bardolino DOC” e “Bardolino Classico DOC” sono dotati di grande bevibilità e caratterizzati da un profumo fruttato, in cui si percepiscono note di fragola, lampone, ciliegia, ribes e marasca; mentre nei vini delle tre Sottozone, affinati per almeno un anno, si percepiscono anche sentori di spezie come chiodi di garofano, cannella e pepe nero.

Il Bardolino “Superiore”, cui venne assegnata  la DOCG  nel 2001, raggiunge con l’affinamento, la pienezza dei profumi e dei sapori, oltre una gradazione alcolica più alta rispetto alla versione “base” del Bardolino.

Il Bardolino, nel suo complesso, è un vino molto versatile: accompagna quasi ogni tipo di pietanza, dagli antipasti ai dolci, dalla cucina italiana a quella esotica; gli accostamenti possibili sono davvero numerosi.

Per quanto riguarda la cucina classica italiana, si sposa bene con i primi piatti a base di pasta; con i risotti; con i ravioli; ma anche con zuppe di legumi.
Sul lago di Garda, il Bardolino accompagna il pesce di lago: è eccellente ad esempio con il risotto con la tinca, con le sarde, con il lavarello alla griglia e perfino con il fritto di lago.

La temperatura ideale di servizio è intorno ai 14-16 gradi.

  • Colore: rosso rubino tendente a volte al cerasuolo che si trasforma in granato con l’invecchiamento
  • Profumo: caratteristico, vinoso, delicatamente fruttato
  • Sapore: asciutto, sapido, armonico
  • Titolo alcolometrico vol. tot. min: 12% vol.
  • Colore: Rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento
  • Profumo: Caratteristico, leggermente fruttato e speziato
  • Sapore: Asciutto, sapido, armonico, a volte caratterizzato da leggero sentore di legno
  • Titolo alcolometrico vol. tot. min: 12% vol.
Il Chiaretto

Il “Bardolino Chiaretto DOC”, il cui nome fa riferimento alla sua colorazione rosa molto chiara, viene prodotto dalle stesse uve del Bardolino, ma tramite una vinificazione “in rosa” delle bucce, con le quali il mosto rimane parzialmente a contatto, colorandosi solo in modo tenue. Il Chiaretto Spumante viene spumantizzato in un secondo momento, con metodi a fermentazione naturale. Presenta una spuma sottile con grana fine e persistente.

Nel 2018 è stata riconosciuta un’apposita DOC per il Chiaretto, slegandosi dalla DOC “Bardolino”, cui faceva parte dal 1968.
Il Chiaretto, con le sue note di agrumi e di piccoli frutti di bosco, è un rosato perfetto come aperitivo, e a tavola accompagna piacevolmente antipasti di salumi, di pesce o di verdure.

Si abbina bene con i primi piatti di pasta ma specialmente con pietanze leggere ed estive: ad esempio l’insalata caprese, il prosciutto e melone, l’insalata di riso, il carpaccio di carne.
Perfetto con il pesce ed i crostacei, si adatta anche ai sapori speziati della cucina orientale e con il sushi. 

Il Chiaretto (sia classico che spumante) va servito, attorno ai 10°C.

  • Colore: Rosa, tendente al granato con l’invecchiamento
  • Profumo: Caratteristico fruttato, delicato
  • Sapore: Morbido, sapido, armonico
  • Titolo alcolometrico vol. tot. min: 10,5% vol.
  • Colore: Rosa tendente al granato con l’invecchiamento
  • Profumo: Caratteristico, delicato
  • Sapore: Morbido, sapido, leggermente acidulo
  • Titolo alcolometrico vol. tot. min: 11,5% vol.
Bardolino Novello

Il Bardolino DOC può essere anche commercializzato con la dicitura “Novello”, se prodotto con almeno l’85% di uva a macerazione carbonica (il procedimento tipico per ottenere i vini novelli), ed imbottigliato entro il 31 dicembre dell’annata di produzione delle uve. 

Questo è un vino da bere giovane, entro pochi mesi, perché non possiede le caratteristiche organolettiche che gli permettono di durare nel tempo. È il primo vino di questa tipologia al quale, in Italia, è stata assegnata la DOC (1987).

A tavola si può abbinare a un tagliere di salumi come antipasto; a primi e secondi piatti a base di carni bianche, arrosto o alla griglia. Da provare con le castagne, in particolare con le caldarroste.

La temperatura di servizio consigliata è di 14°C.

  • Colore: Rosso rubino chiaro
  • Profumo: Caratteristico, intenso, fruttato
  • Sapore: Asciutto, morbido, sapido, leggermente acidulo fresco, talvolta leggermente vivace
  • Titolo alcolometrico vol. tot. min: 11% vol.
Tradizioni

A Bardolino, negli anni, sono nate usanze, tradizioni e feste ispirate e dedicate al vino. L’evento più tipico e più conosciuto è la “Festa dell’Uva e del Vino”, nata nel 1929 e che, da allora, si svolge tra settembre e ottobre, nell’allegro periodo della vendemmia.

In origine, la festa si svolgeva nella piazza centrale di Bardolino (piazza Matteotti) dove si trovavano i chioschi per la distribuzione del vino e l’esposizione degli strumenti per la vinificazione.

Nel corso degli anni, con l’evolversi dell’economia locale, la manifestazione si è trasformata da agricola a turistica e si è via via arricchita di appuntamenti, diventando uno degli eventi più attesi, anche a livello internazionale.

Per accogliere il considerevole afflusso di gente che ogni anno giunge a Bardolino per quest’occasione, oggi la festa si tiene sul Lungolago, dove stand di associazioni e cantine locali propongono in degustazione il Bardolino, in tutte le sue varianti.

La prima settimana di novembre, invece, si festeggia il vino Novello in Piazza del Porto.

Nella magica atmosfera autunnale del lago, le cantine locali presentano il Novello, accompagnate da stand gastronomici che propongono risotti; bruschette con olio novello; formaggi; la tradizionale fogassa e le castagne: tutte pietanze che si sposano col Novello.

A primavera, è la volta del Palio del Chiaretto: un lungo percorso, da Cisano a Punta Cornicello, dove degustare il Bardolino Chiaretto nelle sue declinazioni “Classico DOC” e “Spumante DOC”.

Altre occasioni per degustare i vini del territorio sono, ad esempio, “Aperitivo sotto le stelle” e “Vinitaly and the city”.
Per maggiori dettagli, visita la pagina dedicata agli eventi.

Durante le feste dedicate al vino, sfilano lungo le vie del paese, gli ambasciatori del vino Bardolino. Nel 1982, infatti, su iniziativa di alcuni produttori e col patrocinio del Consorzio di Tutela, nacque la Confraternita del Vino Bardolino.

Gli ambasciatori, nelle occasioni sopraccitate, indossando un lungo e pesante mantello di colore rosso rubino, e al collo portano un tastevin in peltro, simbolo dei sommelier. L’iniziazione alla Confraternita viene sancita con la spada e la lettura della formula di rito. I neoeletti sono tenuti a indossare il mantello corto per un anno, per passare successivamente a quello lungo e sacrale.

La Confraternita del Bardolino ha contribuito, nel 1984, alla nascita della “Strada del Vino”: un percorso di circa 80 chilometri, che prende avvio da Bardolino e raggiunge gli altri comuni dove si produce il vino Bardolino. Dislocate lungo l’itinerario, più di settanta aziende vitivinicole.

Il percorso principale attraversa le località della zona classica di produzione. L’itinerario è semplice da seguire poiché segnato da indicazioni stradali con la scritta “Strada del vino Bardolino”, e si può percorrere in auto, a piedi o in bicicletta.

È un cammino che non solo attraversa vigneti, aziende agricole e cantine, ma permette di scoprire anche bellezze paesaggistiche e storico-architettoniche.

www.bardolino-stradadelvino.it

Museo del vino e cantine

A Bardolino, presso la Cantina Zeni, si trova un museo dedicato al vino

Oltre l’esposizione di antichi macchinari e attrezzi, adoperati un tempo per la raccolta dell’uva e per il processo di vinificazione, il museo racconta la trasformazione dell’uva in vino, approfondendo i vari processi della filiera vitivinicola: dalla coltivazione della vite alla raccolta, dalla trasformazione dell’uva all’imbottigliamento. Scopri di più alla sezione musei.

Per conoscere tutte le cantine che producono il Bardolino DOC, consulta il sito del Consorzio di Tutela del vino Bardolino.